Una luminosa estate in Norrbotten

Non mi sarei mai aspettata di avere la possibilità di andare in Svezia e seguire un corso di lingua estivo, eppure è stato così: ho seguito un sommarkurs di livello A2/B1 a Kalix Folkhögskola dal 15 luglio al 4 agosto 2019, organizzato da Svenska Institutet, e posso dire con sicurezza che è stata l’esperienza più bella della mia vita.
All’inizio avevo molti dubbi visto che la cittadina in cui si teneva il corso era veramente piccola e soprattutto molto a nord, infatti ho dovuto cambiare tre voli per arrivare al capoluogo della contea Norrbotten, Luleå, e poi prendere un autobus che ha impiegato due ore per arrivare a Kalix, ma appena ho iniziato il viaggio ho capito di aver fatto la scelta giusta.
Kalix è una piccola cittadina di circa 7.500 abitanti a 80 km da Luleå e circa 50 km dal confine con la Finlandia. Sembrava una realtà così lontana dalla mia, che mi spaventava un po’ma allo stesso tempo mi incuriosiva.

Appena ho conosciuto le altre 45 persone che avrebbero condiviso questa esperienza con me, mi sono subito rallegrata: avevamo tutti le stesse preoccupazioni ma anche la stessa voglia di migliorare il nostro svedese ed esplorare tutta quella natura che ci circondava.
La giornata iniziava alle 8.30 con una lezione di un’ora e mezza seguita da fika (la pausa per il caffè) e poi un’altra lezione prima del pranzo. Le attività pomeridiane variavano ogni settimana visto che potevamo avere una terza lezione e poi il pomeriggio libero da dedicare ad attività extracurricolari, oppure gite che potevano anche occupare tutta la giornata. Il sabato e la domenica avevamo anche la possibilità di organizzarci a piccoli gruppi e fare delle escursioni nelle città circostanti.

Siamo tutti rimasti molto colpiti dagli esercizi di lingua molto creativi che i professori avevano preparato per noi e da tutte le varie attività che non ci avrebbero fatto annoiare neanche per un attimo: leggere i primi capitoli di un libro per poi inventare il seguito della storia e recitarla davanti a tutti, guardare film in lingua, parlare della nostre culture e del significato delle nostre bandiere nazionali in classe, fare lunghe gite in pullman per passare il confine con la Finlandia (a Harapanda/Tornio) ed entrare all’IKEA più a nord del mondo, oltrepassare il circolo polare e visitare riserve naturali che sembrano esser uscite da fiabe nordiche di altri tempi, ballare durante il festival estivo di Kalix, andare in una riserva per alci e renne e dar loro da mangiare o addirittura baciare l’alce più famosa chiamata Oskar, cercare di resistere all’odore pungente del surströmming (l’aringa fermentata), creare un video per pubblicizzare la scuola, rimanere abbagliati dal midnattssol (sole di mezzanotte) e dalla costante luce che ci faceva perdere la voglia di dormire, anche se eravamo stanchissimi. E poi le serate passate tutti insieme nella sala comune a giocare a “Uno!”, le numerose fika di cui non ci si poteva mai stancare e molto altro ancora.

Non c’era un istante che andava perduto, eravamo ogni attimo insieme sempre a fare qualcosa di nuovo e produttivo visto che volevamo assolutamente migliorare il nostro svedese e conoscere a fondo quei posti che erano ormai diventati la nostra casa. Grazie a questa esperienza ho una nuova famiglia sparsa per tutto il mondo, con cui condivido ricordi indimenticabili e l’esperienza più bella della mia vita.

Beatrice Scarpa