Un coro dalle Fær Øer

Su iniziativa del Comune di Riolunato, in collaborazione coi Comuni di Modena, Pavullo nel Frignano, Nonantola e col patrocinio della Provincia di Modena, dal 5 all’11 maggio per la prima volta in Italia vi è stata la possibilità di ascoltare un coro, il Kórið Sólarmagn, proveniente dalle Isole Faroer (Føroyar nella loro lingua), un arcipelago situato nell’Oceano Atlantico settentrionale fra Norvegia, Islanda e Scozia.

Il coro faroese, diretto dal Maestro Fróði Sandoy, era composto da 26 elementi: 6 soprani, 9 contralti, 6 tenori e 5 bassi.

Il nome del coro, Kórið Sólarmagn [pronunciato koure soularmag-n] deriva da una storica associazione omonima che raccoglie i giovani di due villaggi di queste isole, Velbastaður e Kirkjubøur, anche se i suoi attuali componenti provengono pure da altre zone dell’arcipelago, per esempio da Tórshavn, la città capitale di questo territorio autonomo del regno di Danimarca.

La parola sólarmagn in lingua faroese ha il significato di ‘massimo zenit solare’, cioè il punto più alto della volta celeste toccato dal sole durante la sua orbita, al massimo del suo fulgore, un riferimento che per gli abitanti di una terra nordica posta intorno al 62º parallelo nord assume un significato di particolare importanza.

Le esibizioni del coro ospite sono state le seguenti:

• a NONANTOLA la sera del 5 maggio 2009 (il giorno stesso del loro arrivo all’aeroporto di Bologna) al Teatro Massimo Troisi, assieme al Coro La Giovane Rossini, Coro di Redù, Coro ‘al Tursèin’ e al Coro Cappella Musicale Abbaziale di Nonantola;

• a PAVULLO NEL FRIGNANO l’8 maggio nella Chiesa dei Frati Cappuccini, col Coro Raimondo Montecuccoli;

• a RIOLUNATO la sera del 9 maggio al Teatro Comunale, assieme al Coro Valle del Pelago e al Coro delle Mondine di Novi di Modena;

• sempre a RIOLUNATO il pomeriggio del 10 maggio, in Piazza Don Antonio Battilani, coi Gruppi del Maggio delle Ragazze di Riolunato e il Coro Folkloristico S. Annapelago;

• a MODENA il 10 maggio, la sera prima della partenza, all’Auditorium Marco Biagi con la Corale Gioacchino Rossini.

Il programma presentato, consistente complessivamente di sedici brani, quattro dei quali per coro femminile e gli altri per coro misto, è stato espressione di grande vitalità, forza e dolcezza.

La scelta dei canti ha infatti spaziato ampiamente nel tempo, nel genere e anche nel contenuto non solo nella storia musicale delle Isole Faroer ma anche nell’area nordico-scandinava, abbracciando sia componimenti delle isole di provenienza dei coristi che di altri Paesi nordeuropei (Danimarca, Svezia e Islanda), e comprendente sia rielaborazioni di melodie tradizionali che brani contemporanei composti da poeti e compositori faroesi.

Alcuni canti eseguiti dal Kórið Sólarmagn hanno la loro origine nell’ambiente ecclesiastico-liturgico delle isole di provenienza del coro, in antichi inni religiosi arrangiati con nuove melodie, cantati nelle Isole Faroer in lingua danese nel basso Medioevo e in seguito tradotti in lingua faroese e arrangiati per coro. Gli inni religiosi erano in passato e sono tuttora cantati in chiesa in tutte le occasioni religiose: messe, battesimi, confermazioni, matrimoni e funerali.

Il programma comprendeva anche delle kvæði, le famose, antiche e preziose ballate popolari faroesi, nei tempi moderni arrangiate per coro. Queste ballate sono tuttora una parte fondamentale e viva della cultura delle Faroer, i cui canti e danze sono anche oggigiorno un elemento intenso e fondamentale nelle occasioni di festa e intrattenimento delle isole.

Sia gli inni religiosi che le ballate popolari sono stati per secoli il cuore della cultura faroese, col tratto storico caratteristico della mancanza di accompagnamento strumentale ai canti, si utilizza la sola voce. La chiesa di Kirkjubøur, uno storico villaggio da cui provenivano diversi coristi ospiti, la più antica delle Faroer e probabilmente già eretta nel 1100, è la sola chiesa delle isole dove tuttora non sono utilizzati né l’organo né altri strumenti musicali, ma soltanto la voce, ‘a cappella’.

Nel programma vi erano inoltre canzoni d’amore e inneggianti alla bella stagione provenienti pure da altri Paesi Nordici, anche se l’accento principale è stato posto sulla nuova musica faroese contemporanea dei compositori Pauli í Sandagerði, Sunleif Rasmussen, Unn Paturson, Kári Bæk e Bjarni Restorff.

I componenti del Kórið Sólarmagn, con l’unica eccezione della serata di Nonantola avvenuta poche ore dopo il loro arrivo all’aeroporto di Bologna, si sono presentati ai concerti nei loro bellissimi e incantevoli costumi nazionali faroesi, una componente essenziale della loro cultura e segno di grande considerazione e affetto per il pubblico italiano, che ha inserito un ulteriore elemento incantatore alle loro esibizioni. Costumi multicolori pregevolmente ricamati e decorati che nei dopo-concerto hanno ulteriormente contribuito a creare un’irreale atmosfera senza tempo quando i coristi ospiti, unendosi reciprocamente le mani a catena e invitando le persone del posto a seguirli, hanno danzato e cantato in circolo alcune delle loro kvæði, le antiche e preziose ballate popolari di origine medioevale, un tempo diffuse in tutta Europa e ora sopravvissute in queste isole nordatlantiche. Una esibizione probabilmente finora mai avvenuta in queste forme in Italia.

 Il “Rispetto” dedicato agli ospiti faroesi dai giovani maggiolanti di Riolunato.

A Riolunato il coro ospite è stato omaggiato di un “Rispetto”, un canto composto appositamente per loro secondo i canoni del Maggio delle Ragazze del paese e cantato da una giovane ‘maggiolante’ locale. Eccone il testo:

“RISPETTO”

(Dedicato agli ospiti faroesi del Kórið Sólarmagn, composto e cantato secondo i canoni del ‘Maggio delle Ragazze’ di Riolunato dalla giovane ‘maggiolante’ Margherita a Riolunato in Piazza Don Antonio Battilani il 10 maggio 2009)

A voi che siete giunti da lontano

un rispettoso omaggio noi porgiamo

che sorga il sole o brillino le stelle

noi vi auguriamo tante cose belle.

Franco ci raccontò la vostra terra

piena di verde e così tanto bella

essere amici senza più confini

ci fa sentire tutti più vicini.

Nelle vostre case in mezzo al mare

speriamo tutti un giorno di tornare

a Riolunato siete i benvenuti

a tutti quanti voi cari saluti.

Ecco il ridente Maggio di Riolunato tradotto in lingua faroese.

Mentre gli ospiti del coro Kórið Sólarmagn in un dopo-concerto in un locale del paese hanno intonato il canto locale Ecco il ridente Maggio in lingua faroese, precisando in seguito che inseriranno questo canto nel loro repertorio internazionale. Eccone i testi, quello originale e quello in lingua faroese del coro ospite:

Ecco il ridente Maggio

Ecco quel nobil mese

Che sprona ad alte imprese

I nostri cuori.

E’ carico di fiori

Di rose e di viole

Riluce come il sole

Ogni riviera.

Ecco la primavera

Ecco il tempo novello

Tornar più che mai bello

E più giocondo.

Ecco che tutto il mondo

Si riempie d’allegrezza

Di gaudio e di dolcezza

E di speranza.

Eccoci tutti quanti

Col bel Maggio fiorito

Che a noi fa dolce invito

A far ritorno.

Her er tann brosandi mai

Hin tignarligi máni

Ið eggjar til stór tøk

Í hjørtum okkara.

Fullfermdur hann av blómum

Av blákollum og rósum

Tær glitra eins og sólin

Og allar áir við.

Og várið er nú komið

Við lýggjum góðum veðri

Nógv vakrari enn áður

Og meira leikandi.

At øllum heimi hyggi

Ið fyllir seg av gleði

Av søtleika og gleimi

Og ríkum várvónum.

Her eru vit øll saman

Í mai tí blómuvakra

Sum søttligt bjóðar okkum

At koma næstu ferð.

Durante un concerto del coro faroese a Riolunato sono state effettuate delle registrazioni che potrebbero sperabilmente in futuro portare alla incisione di un cd sulla visita del Kórið Sólarmagn nella nostra terra.

Il programma dei canti eseguiti dal coro Kórið Sólarmagn nella tournée italiana 5-11-maggio 2009.

1. Orðini (Isole Faroer)

Testo di Rói Patursson / Musica di Bjarni Restorff

2. Sig mær, hví er foldin føgur (Isole Faroer)

Testo di Karsten Hoydal / Musica di Sunleif Rasmussen

3. Græsset grønnes (Isole Faroer)

Testo di William Heinesen / Musica di Kári Bæk

4. Lækjan (Isole Faroer)

Testo di Christian Matras / Musica di Kári Bæk

5. Sum ígjøgnum sortar skíggja (Isole Faroer / Danimarca)

Autori Th. Kingo, J. Dahl, Olaf Mohr, Heri Eysturlíð

6. Eg vil mínum Harra prísa (Isole Faroer / Danimarca, antico inno religioso faroese)

Autori H. Thomissøn, J. Dahl, Jógvan Waagstein, Karl Clausen

7. Nú rennur sólin fríð (Isole Faroer / Danimarca)

Autori Th. Kingo 1674, Christian Matras, Kári Bæk

8. Barn (Isole Faroer, per coro femminile)

Testo di Christian Matras / Musica di Pauli í Sandagerði

9. Sóljurnar og náttin (Isole Faroer, per coro femminile)

Testo di Karsten Hoydal / Musica di Sunleif Rasmussen

10. Mjørkanáttin (Isole Faroer, per coro femminile)

Testo di Guðrið Helmsdal Nielsen / Musica di Pauli í Sandagerði

11. Glitra (Isole Faroer, per coro femminile)

Testo di Rói Patursson / Musica di Unn Paturson

12. Du skal plante et træ (Danimarca)

Testo di Piet Hein / Musica di Per Nørgård

13. Smávinir fagrir (Islanda, melodia popolare islandese)

Testo di Jónas Hallgrímsson / Musica di Jón Nordal

14. Glädjens blomster (Svezia, melodia popolare svedese)

Arr. Hugo Alfvén

15. Sigmunds kvæði yngra (Isole Faroer, kvæði – ballata popolare)

Arr. Vagn Holmboe

16. Tú alfagra land mitt (inno nazionale delle Isole Faroer)

Testo di Símun av Skarði / Musica di Peter Alberg, arr. Bjarni Restorff

La presentazione e alcuni testi dei canti eseguiti dal coro faroese Kórið Sólarmagn nella tournée italiana 5-11 maggio 2009.

1. Orðini (Isole Faroer)

Testo di Rói Patursson / Musica di Bjarni Restorff

Un testo del poeta e filosofo faroese Rói Patursson, che ha ottenuto il Premio letterario dei Paesi Nordici nel 1986. La musica è composta da Bjarni Restorff, maestro di musica e di canto nelle Faroer. Il testo concerne ’le parole’ (la traduzione letterale del titolo) che possono assumere significati diversi, alcuni oscuri che portano a significati oscuri, altri chiari che non recano in sé possibilità di malintesi. E il poeta gioca con alcune di queste parole:

Nøkur orð eru myrk og seta dimm spor

Summi eru ljós og kasta ongan skugga.

Eg vóni teimum góðan túr

og blomstrandi avkom:

“Eg” “elski” “teg”

Tað umskapast á leiðini

Tað hvørvur í tómleikanum,

tað druknar í streyminum.

Tey orðini, sum leitaðu

eftir nýggjum landi,

vendu sær í flognum

og komu aftur sum sovfuglar

við sterkum klóm og fremmandum eygum.

Eg eigi onki orð

og soleiðis skal tað vera

eg skilji ongi orð

og tað er gott

Eg havi nógv at gera

og nógv at læra!

2. Sig mær, hví er foldin føgur (Isole Faroer)

Testo di Karsten Hoydal / Musica di Sunleif Rasmussen

L’autore del testo Karsten Hoydal era un poeta, scrittore e politico faroese del ‘900. Sunleif Rasmussen è un compositore di fama internazionale che ha composto opere musicali di vario tipo, anche per cori, interpretate da gruppi musicali di tutto il mondo. Il testo tratta della bellezza e maestosità della natura, della vita, che trascorre, e della pace.

3. Græsset grønnes (Isole Faroer)

Testo di William Heinesen / Musica di Kári Bæk

Questo è un canto sulla primavera nelle Isole Faroer, e sulle notti che in questo periodo diventano sempre più brevi e luminose, scritto in danese dal grande poeta e scrittore faroese William Heinesen:

Græsset grønnes.

Dagene lysner.

Underfuldt bruser den store vår.

Nætterne er kun dæmrende aftner.

Duggede stjerner i kimmingen står.

Glæde, jeg troede

blev aldrig moden.

Lykke jeg troede var drømmespind,

bryder sig vej som stjerner dæmrende

løsnede vande gennem mit sind.

4. Lækjan (Isole Faroer)

Testo di Christian Matras / Musica di Kári Bæk

La parola faroese Lækjan significa ‘il ruscello’, un piccolo corso d’acqua che a volte si prosciuga ma che è di grande importanza per la vegetazione e gli animali.

Kári Bæk appartiene alla nuova generazione di compositori faroesi, è musicista e autore di numerose composizioni di musica classica.

5. Sum ígjøgnum sortar skíggja (Isole Faroer / Danimarca)

Autori Th. Kingo, J. Dahl, Olaf Mohr, Heri Eysturlíð

Un antico inno religioso danese, composto da Thomas Kingo nel Seicento, tradotto in lingua faroese da Jákup Dahl e arrangiato per coro.

6. Eg vil mínum Harra prísa (Isole Faroer / Danimarca)

Autori H. Thomissøn, J. Dahl, Jógvan Waagstein, Karl Clausen

Un antico inno religioso danese tradotto in lingua faroese da Jákup Dahl, prevosto delle isole, e che il danese Karl Clausen ha arrangiato secondo i canoni degli inni religiosi faroesi detti kingolag (dal nome del famoso compositore danese di salmi, del XVII secolo, Thomas Kingo).

7. Nú rennur sólin fríð (Isole Faroer / Danimarca)

Autori Th. Kingo 1674, Christian Matras, Kári Bæk

Un antico inno religioso del compositore danese Thomas Kingo, tradotto in lingua faroese da Christian Matras e arrangiato per coro da Kári Bæk secondo i canoni degli inni religiosi faroesi detti kingolag.

8. Barn (Isole Faroer, per coro femminile)

Testo di Christian Matras / Musica di Pauli í Sandagerði

Il poeta Christian Matras scrive in lingua faroese degli intensi e bellissimi versi sulle meraviglie del creato e sulla natura. Questo brano tratta di un bambino e del miracolo che lo ha reso possibile, dal sogno alla nascita, e che ora sta crescendo accanto al poeta.

9. Sóljurnar og náttin (Isole Faroer, per coro femminile)

Testo di Karsten Hoydal / Musica di Sunleif Rasmussen

Un testo di Karsten Hoydal, arrangiato da Sunleif Rasmussen. E’ una composizione amorosa dove l’autore descrive la relazione d’amore fra ragazzo e ragazza rappresentandola come una attrazione reciproca tra un fiore, il ranuncolo, e la notte.

10. Mjørkanáttin (Isole Faroer, per coro femminile)

Testo di Guðrið Helmsdal Nielsen / Musica di Pauli í Sandagerði

Una composizione contemporanea scritta dalla poetessa Guðrið Helmsdal Nielsen intorno al 1960. Una poesia che tratta dell’amore tra uomo e donna, dove la donna si dona per la prima volta all’uomo.

Pauli í Sandagerði è uno della nuova generazione di compositori faroesi, conosciuto per le sue composizioni per cori femminili.

11. Glitra (Isole Faroer, per coro femminile)

Testo di Rói Patursson / Musica di Unn Paturson

Una composizione poetica sulla luce della luna e delle stelle che brillano sul mare la notte, dove il poeta descrive la terra avvolta nell’oscurità come parte di una costellazione, e il sole che la riscalda come la condizione stessa della vita su di essa.

Unn Paturson, autrice della musica, è figlia dell’autore dei testi Rói Patursson, ed è molto attiva sulla scena musicale delle isole.

12. Du skal plante et træ (Danimarca)

Testo di Piet Hein / Musica di Per Nørgård

Il danese Piet Hein è un intellettuale dal geniale eclettismo molto conosciuto nei Paesi Nordici, soprattutto per i suoi Gruk, delle composizioni poetiche brevi e piene di saggezza. Per Nørgård è uno dei compositori danesi più importanti e conosciuti, i cui primi lavori mostrano l’influenza delle opere di Sibelius, Carl Nielsen e Vagn Holmboe, e che in seguito ha creato e seguito un percorso musicale personale.

Il titolo Du skal plante et træ significa ’Pianta un albero’ e indica la necessità di lavorare per il futuro.

Du skal plante et træ.

Du skal gøre en gerning.

som lever, når du går i knæ,

en ting, som skal vare

og være til lykke og læ.

Du skal åbne dit jeg.

Du skal blive et enste trin

på en videre vej.

Du skal være et led i en lod,

som nåer ud over dig.

Du skal blomstre og dræ.

Dine frugter skal mætte

om så kun det simpleste kræ.

Du har del i en fremtid.

For den skal du plante et træ.

13. Smávinir fagrir (Islanda, melodia popolare)

Testo di Jónas Hallgrímsson / Musica di Jón Nordal

Un canto islandese dedicato alle piante più piccole, chiamate smávinir ‘piccoli amici’, che l’autore dei testi cita per nome:

Smávinir fagrir foldarskart,

fífill í haga, rauð og blá

brekkusóley við mættum margt

muna hvert öðru að segja frá

Faðir og vinur alls sem er

annastu þennan græna reit

Blessaðu, faðir, blómin hér,

blessaðu þau í hverri sveit

Vesalings sóley sérðu mig?

Sofðu nú vært og byrgðu þig,

hægur er dúr á daggar nótt

dreymi þig ljósið, sofðu rótt.

14. Glädjens blomster (Svezia, melodia popolare)

Arr. Hugo Alfvén

Una antica ballata popolare della regione Uppland in Svezia, che parla dell’armonia fra la natura e il magico, il soprannaturale. Grazie al compositore Hugo Alfvén la ballata è diventata una parte importante della cultura canora svedese:

Glädjens blomster i jordens mull,

ack, visst aldrig gro!

Kärlek själv ju försåtlig är

för ditt hjärtas ro.

Men där ovan, för hopp och tro,

blomstra de evigt friska.

Hör du ei hur andar ljuvt

om dem till hjärtat viska?

15. Sigmunds kvæði yngra (Isole Faroer, kvæði – ballata popolare)

Arr. Vagn Holmboe

Una delle famose ballate popolari faroesi, kvæði, composta intorno al 1800 da Jens Christian Djurhuus, concernente gli eroi locali Sigmund Brestisson e Tróndur í Gøtu narrati nelle saghe norrene. Tróndur era un sostenitore dell’antica religione degli dei nordici e Sigmund della nuova religione cristiana, e gli avvenimenti si svolgono poco dopo l’anno 1000 quando Sigmund portò il cristianesimo nelle Isole Faroer. La ballata tratta di quando Sigmund fu ucciso dopo aver nuotato dall’isola di Skúvoy, dove abitava, a Sandvík nell’isola di Suðuroy, dove un certo Torgrímur lo soppresse quando lo trovò sulla spiaggia privo di forze.

16. Tú alfagra land mitt (inno nazionale delle Isole Faroer)

Testo di Símun av Skarði / Musica di Peter Alberg, arr. Bjarni Restorff

Questo è l’inno nazionale delle Isole Faroer. Il testo tratta delle isole, del suo popolo, della bandiera (merkið in lingua faroese) e della religione cristiana. Quando cantiamo l’inno nazionale di solito lo facciamo alzandoci in piedi:

Tú alfagra land mítt,

Mín dýrasta ogn,

a vetri so randhvítt,

á sumri við logn,

tú tekur meg at tær

so tætt í tín favn.

Tit oyggjar so mætar,

Gud signi tað navn,

Sum menn tykkum góvu,

Tá teir tykkum sóu.

Ja, Gud signi Føroyar, mítt land!

Hin roðin, sum skínur

á sumri í líð,

hin ódnin, sum týnir

mangt lív vetrartíð,

og myrkrið, sum fjalir

mær bjarstasta mál,

og ljósið, sum spælir

mær sigur í sál:

alt streingir, ið tóna,

sum vága og vóna

at eg verji Føroyar, mítt land.

Eg nígi tí niður

í bøn til tín, Gud:

hin heilagi friður

mær falli í lut!

Lat sál mína tváa

sær í tíni dýrd!

So torir hon vága

– av Gudi væl skírd –

at bera tað merkið

sum eyðkennir verkið,

ið varðveitir Føroyar, mítt land!

 

Gianfranco Contri