Týr: tradizione feroese in chiave metal

I Týr possono essere considerati a pieno diritto i principali ‘ambasciatori’ della cultura e della lingua feroese in campo musicale. Fondata nel 1998 dal cantante e chitarrista Heri Joensen, la band riesce in pochi anni a produrre dischi densi di mitologia norrena e tradizione feroese. How Far To Asgaard, il primo album datato 2002, contiene infatti una versione moderna della canzone popolare feroese Ormurin Langi, mentre il secondo album è tutto dedicato alla Eiríks saga rauða (La saga di Eirik il rosso).

I Týr possono essere considerati a pieno diritto i principali

‘ambasciatori’ della cultura e della lingua feroese in campo musicale. Fondata

nel 1998 dal cantante e chitarrista Heri Joensen, la band riesce in pochi anni

a produrre dischi densi di mitologia norrena e tradizione feroese. How Far To Asgaard, il primo album

datato 2002, contiene infatti una versione moderna della canzone popolare

feroese Ormurin Langi, mentre il

secondo album è tutto dedicato alla Eiríks

saga rauða (La saga di Eirik il rosso). Il recentissimo Valkyrja

contiene una canzone di Christian Pløyen, incentrata sulla Grindadráp, la caccia alla balena. L’opera più ricca di musica

tipica feroese e testi scandinavi è Land,

album del 2008 tra cui spicca Gandkvæði

Tróndar, poema di Djurhuus incentrato sulla figura di Tróndur í Gøtu.

Nonostante il cambiamento di

stile, passato da un metal più ‘progressive’ a uno più veloce e accattivante

(basato sull’ottima capacità tecnica del chitarrista Terji Skibenæs), la

caratteristica più importante della musica della band non è mai venuta meno. I

testi si riferiscono sempre al mondo norreno ma non con un atteggiamento di

esaltazione quasi religiosa della mitologia e delle divinità (riscontrabile in

altre band etichettate come ‘viking metal’) ma sempre di rispetto del proprio

retaggio scandinavo.  Quello che però

differenzia i Týr dalle altre band che trattano argomenti norreni è proprio la

loro cultura feroese. Molte canzoni sono cantante nella lingua madre,

tratte direttamente da ballate popolari (come Ólavur Riddararós, Fipan Fagra o

Regin Smiður), o basate su melodie tipiche feroesi ma con testi e

arrangiamenti di Heri Joensen.

È proprio il frontman

della band a chiarire: “Facciamo musica che si riferisce al tempo dei

vichinghi, che non è preservata da nessuna parte, nemmeno in Islanda. Nelle Fær

Øer era tutto tramandato per via orale, ed è ancora vivo e vitale. Costruiamo

la nostra musica da questa tradizione, che ci ispira costantemente”.

La band inoltre vanta nel

proprio repertorio anche canzoni in danese, norvegese e islandese

(rispettivamente: Ramund Hin Unge,

Sinklars Visa e Brennivin) e

brani costruiti su melodie non feroesi: Valkyrjan,

per esempio è un ri-arrangiamento della Canzone di Solveig, tratta dal Peer Gynt di Ibsen, musicato da Edvard

Grieg.  

Joensen, principale

compositore della band, si è detto fiero del loro status di portabandiera

feroesi nel mondo. Sono di sicuro gli artisti più noti provenienti dalle isole

(fermo restando che il panorama musicale feroese è molto vitale e spesso si

rifà alle proprie radici) e il leader della band si è detto sorpreso di come

tanta gente si sia avvicinata alla sua lingua madre grazie alla musica della

band e ai testi delle loro canzoni. Lo stesso cantante, studioso di lingua e

letteratura feroese presso la Fróðskaparsetur

Føroya, l’università di Tórshavn, è spesso solito condividere sui social

network numerosi articoli di divulgazione culturale, che possono così avere

ampia visibilità grazie al numero crescente di fan della band.

Lenny Melziade

(slacker_a7x@hotmail.it)