Studi medievali islandesi all’Università d’Islanda

L’Università d’Islanda, in collaborazione con l’istituto Arnamagnæano per gli studi islandesi, offre un’opportunità ineguagliabile per gli studenti che non resistono al fascino del medioevo nordico: il corso di laura magistrale in studi medievali islandesi. Questo programma permette agli studenti di scegliere se laurearsi in tre semestri e con almeno 90 ECTS, o in quattro semestri e almeno 120 ECTS. Nel primo caso, il corso viene chiamato Medieval Icelandic Studies (MIS), mentre nel secondo è detto Viking and Medieval Norse Studies (VMN).

di: Roberto Pagani (rop6@hi.is)

L’Università d’Islanda, in collaborazione con l’istituto Arnamagnæano per gli studi islandesi, offre un’opportunità ineguagliabile per gli studenti che non resistono al fascino del medioevo nordico: il corso di laura magistrale in studi medievali islandesi. Questo programma permette agli studenti di scegliere se laurearsi in tre semestri e con almeno 90 ECTS, o in quattro semestri e almeno 120 ECTS. Nel primo caso, il corso viene chiamato Medieval Icelandic Studies (MIS), mentre nel secondo è detto Viking and Medieval Norse Studies (VMN).

I primi due semestri sono identici per entrambi, ma nell’estate che segue il primo anno, gli studenti MIS normalmente lavorano alla tesi, che possono consegnare i primi di settembre, completando la laurea magistrale in un anno solare. Gli studenti VMN possono invece godersi l’estate, e prepararsi all’autunno successivo, che trascorreranno in un’altra università scandinava, a scelta tra Aarhus, Copenaghen e Oslo. Il secondo semestre del secondo anno, torneranno a Reykjavík per scrivere la tesi.

Il primo semestre del primo anno, tutti gli studenti devono seguire tre corsi obbligatori:

Old Icelandic I, al termine del quale i fondamenti della grammatica saranno acquisiti e renderanno possibile tradurre versioni dalle saghe. L’esame prevede una parte di grammatica in cui è richiesto di flettere sostantivi, aggettivi e verbi, una parte di traduzione preparata, dove lo studente deve tradurre senza l’aiuto del dizionario un brano che è stato affrontato in classe, e una versione non preparata da tradurre con il dizionario.

The Old Norse-Icelandic Literary Corpus, un ricco e denso corso di letteratura medievale in cui si toccano anche le tendenze più moderne della disciplina. L’esame prevede la risposta a tre domande aperte da una lista, con cui lo studente dovrebbe dimostrare non solo la padronanza dei contenuti ma anche una certa riflessione critica personale.

The medieval North, corso di storia organizzato a livello tematico, per cui ogni settimana viene affrontato un aspetto del medioevo nordico in una lezione frontale. Uno o più aspetti dell’oggetto della lezione vengono approfonditi nella lettura autonoma di un libro diverso ogni settimana, che funge poi da spunto per una discussione tra gli studenti nella lezione successiva. Non è previsto un esame per questo corso, ma viene valutata la partecipazione, e gli studenti sono tenuti a presentare un paper di almeno 15 pagine su un argomento scelto tra quelli in oggetto nel corso.

Assieme a questi corsi obbligatori, ogni anno ne vengono offerti alcuni facoltativi, che tendono a cambiare di anno in anno, e spaziano da tematiche letterarie ad approfondimenti storici.

L’unico corso obbligatorio del secondo semestre è Old Icelandic II, in cui essenzialmente si traduce a ritmo serrato circa 50 righe di versione a lezione, inclusi testi da edizioni diplomatiche e non normalizzate. Al termine del corso, gli studenti sono normalmente in grado di prendere in mano un qualsiasi testo antico Islandese, normalizzato o meno, e leggerlo senza fare troppo ricorso al dizionario

I corsi facoltativi del secondo semestre coprono una vasta gamma di argomenti: Viking Age Archaeology, Old Norse Religion, Working with Manuscripts, History of the Icelandic Language, e vari altri che possono variare di anno in anno. Sono offerte anche escursioni sul campo che permettono di ammirare l’affascinante e terribile natura Islandese, e durante il viaggio gli insegnanti arricchiscono l’esperienza visuale narrando episodi delle saghe ambientati in quei luoghi.

Oltre all’eccellente qualità dell’insegnamento, il punto di forza di questo corso è l’immensa gamma di possibilità di formazione che offre ai suoi studenti: questa università è un vero e proprio hub per la disciplina, e ogni anno passano da qui molti tra i nomi più noti del settore, talvolta come ospiti nelle numerose conferenze che si tengono ogni settimana, e altre volte come relatori di interessantissimi seminari dove è possibile aggiornarsi sulle ultime frontiere e tendenze degli studi medievali. Il fatto che l’istituto Arnamagnæano sia situato all’interno dell’università offre occasioni uniche di studio e ricerca a contatto diretto con alcuni dei nomi più conosciuti nel campo, e in qualche caso eccezionale è possibile visionare i manoscritti custoditi gelosamente nel caveau dell’istituto, come il Codex Regius, o Flateyjarbók. Ho seguito anche alcuni corsi extra-curriculari (che comportano comunque un accumulo di ECTS), come quello sull’Editing digitale dei manoscritti in formato XML, o la Summer School in Manuscript Studies, che si tiene alternativamente a Copenaghen e Reykjavík ogni anno, o ancora un interessantissimo seminario dal titolo New Critical Approaches, tenuto da Rita Copeland, in cui abbiamo approfondito lo studio della retorica e della rappresentazione delle emozioni nella letteratura medievale. Un’altra eccellente opportunità è quella di partecipare a conferenze studentesche, in cui studenti dal primo livello al dottorato possono presentare una loro ricerca o progetto e avere un banco di prova amichevole e incoraggiante per farsi le ossa in quanto relatori. Da segnalare lo Student Symposium in Viking and Medieval Scandinavian Subjects all’Università di Aarhus, un evento che cresce di anno in anno e che permette di stringere contatti con altri studenti del settore provenienti dai quattro angoli del continente. Il coordinatore del nostro corso è riuscito a farci avere delle borse Nordplus per trascorrere una settimana ad Aarhus, tra visite guidate, lezioni, e parecchi eventi sociali come solo in Scandinavia sanno organizzare.

Il rapporto con gli insegnanti è estremamente cordiale, li si chiama per nome e non è raro uscire insieme a loro per una birra o un caffè, quando si deve discutere qualche questione, o nel caso in cui sia opportuno celebrare la fine di un semestre, o la consegna delle tesi. Il rapporto con il mio relatore è stato eccezionale. Non ho quasi mai prenotato un appuntamento nell’orario di ricevimento: mi limitavo a comparire sulla porta del suo ufficio e a chiedergli se aveva un minuto – e lo aveva sempre.

Ho stretto innumerevoli amicizie e contatti nel corso di questa incredibile esperienza, e sebbene abbia concluso proprio la scorsa settimana ho deciso di rimanere e cercare di seguire questa strada. Ho trovato un ambiente accogliente e stimolante, e l’Islanda è un Paese davvero speciale, che ha tantissimo da offrire a chi ha la mente abbastanza aperta da poterlo accogliere.