Strindberg across Borders (2016)

Drammaturgo di fama mondiale ma anche scrittore di genio in ogni forma letteraria, e inoltre uomo interessato alla pittura, la fotografia, le lingue, la storia, la politica, le scienze naturali, la religione e l’occultismo, August Strindberg (1849-1912) può ricordarci il genio universale del Rinascimento, tuttavia dotato dello spirito ansioso dell’artista che vive nell’epoca del capitalismo avanzato. Egli ha praticato lo sconfinamento come trasgressione delle norme e messa in discussione delle autorità; la sua posizione di “dilettante” è stata forse scomoda, ma gli ha garantito la libertà e mobilità di cui aveva bisogno per creare e sperimentare in quanto artista. Il suo sconfinamento è inoltre il frutto di una consapevole strategia transnazionale e multilingue. Infine lo sconfinamento ha a che fare con la condizione storica di chi si muove in avanti e indietro sulla soglia tra bei tempi andati e modernità.

Drammaturgo di fama mondiale ma anche scrittore di genio in ogni forma letteraria, e inoltre uomo interessato alla pittura, la fotografia, le lingue, la storia, la politica, le scienze naturali, la religione e l’occultismo, August Strindberg (1849-1912) può ricordarci il genio universale del Rinascimento, tuttavia dotato dello spirito ansioso dell’artista che vive nell’epoca del capitalismo avanzato. Egli ha praticato lo sconfinamento come trasgressione delle norme e messa in discussione delle autorità; la sua posizione di “dilettante” è stata forse scomoda, ma gli ha garantito la libertà e mobilità di cui aveva bisogno per creare e sperimentare in quanto artista. Il suo sconfinamento è inoltre il frutto di una consapevole strategia transnazionale e multilingue. Infine lo sconfinamento ha a che fare con la condizione storica di chi si muove in avanti e indietro sulla soglia tra bei tempi andati e modernità. Strindberg era consapevole delle sue contraddizioni, scisso tra un costante desiderio di collegarsi alle più avanzate tendenze artistiche d’Europa e un nostalgico sguardo all’indietro che spiega, ad esempio, la sua percezione di una perdita di spazio naturale e la sua ricerca di un ordine patriarcale perduto. Grazie a questo fuoco indomabile e alla sua inesauribile vitalità linguistica, Strindberg è diventato un influente precursore del modernismo e dell’arte del ventesimo secolo. Oggi la sua opera innovativa appare più viva e stimolante che mai.

Il volume Strindberg across Borders, curato da Massimo Ciaravolo (Istituto Italiano di Studi Germanici, Roma 2016), include ventuno contributi scritti in inglese o svedese da studiosi di Svezia, Italia, Lituania, Francia, Svizzera, Bulgaria, Russia e Stati Uniti. I saggi raccolti testimoniano la varietà degli sconfinamenti nell’opera di August Strindberg e l’ampia gamma di approcci metodologici che gettano luce su questa dimensione: letteratura universale e costruzione dell’autorialità (Vera Gancheva, Ann-Charlotte Gavel Adams); traduttologia (Elisabeth Tegelberg, Alexander Künzli and Gunnel Engwall); interazioni tra l’opera dell’autore e ambiti sociali, politici e scientifici (Tobias Dahlkvist, Massimo Ciaravolo, Cecilia Carlander); le opposizioni binarie di Strindberg, di stampo antimaterialistico e antipositivistico, tra realtà esteriore e interiore, inferiore e superiore (Annie Bourguignon, Deimantė Dementavičiūtė-Stankuvienė, Polina Lisovskaya, Astrid Regnell); forme di intertestualità nell’opera di Strindberg o a partire da essa (Maria Cristina Lombardi, Andreas Wahlberg, Roland Lysell, Martin Hellström); storia del teatro e dello spettacolo (Franco Perrelli, Gytis Padegimas, Elvyra Markevičiūtė, Richard Bark); interpretazioni iconografiche dell’opera di Strindberg quali bozzetti per scenografie e fumetti (Astrid von Rosen, David Gedin).