Storia della Svezia

La Svezia è una monarchia costituzionale con capitale a Stoccolma. L’attuale re è Carl XVI Gustav.  Si estende su 449.964 km² e conta una popolazione di 9.082.995 (nel 2005).

La preistoria

La Svezia è stata abitata da popolazioni preistoriche già 10.000 anni fa, come testimoniano i numerosi reperti archeologici e le incisioni rupestri dell’Età del bronzo. Tacito è il primo storico a parlare degli Svedesi (Suiones cioè Svear, nella lingua locale) nel I sec. d.C., poiché accenna a una popolazione che abitava intorno al lago Mälaren, ma anche Strabone ricorda Pythea di Marsiglia, che probabilmente giunse in quel territorio intorno al 340 a.C. Fin dai tempi più remoti, anche i fenici navigarono fino al Baltico alla ricerca della preziosissima ambra.

Il periodo vichingo

I primi documenti scritti sono rappresentati dalle rune incise su pietra nel corso del primo millennio della nostra era; si trattava per lo più di cippi commemorativi delle imprese dei defunti. La Svezia in quel periodo era abitata dai Vichinghi, che vivevano sulle coste della Scandinavia, del Baltico e nell’attuale Danimarca e che si spostavano agilmente con le loro navi lunghe e strette (drakar) attraverso il mare del Nord e i grandi fiumi fino a spingersi a Bisanzio, al Mediterraneo e in America. Ancora dopo l’anno 1000 lo scandinavo comune era parlato e compreso lungo tutte le coste del Mare del Nord e del Baltico, in Inghilterra e in Irlanda; successivamente dal ceppo comune si differenziarono le varie lingue scandinave.

La Svezia come unità politica

Soltanto dopo il 500-600 d.C. si può veramente parlare di Svezia: la città principale era Birka sul lago Mälaren, mentre il centro religioso del culto degli Asi era Uppsala, che mantenne questo ruolo fino al 1100, un secolo dopo la cristianizzazione ufficiale del paese, e dove forse ancora intorno al 1200 ebbero luogo sacrifici umani. Ma di vero e proprio regno di Svezia possiamo parlare soltanto dopo il 1050, periodo segnato dalle lotte sanguinosissime tra le grandi famiglie aristocratiche locali. Tra il 1100 e il 1300 vennero fondate dai mercanti tedeschi sulla costa orientale del paese alcune città (tra cui Stoccolma) che divennero centri commerciali importantissimi; così le relazioni economiche e culturali con il resto dell’Europa si fecero regolari e continue.

L’egemonia danese

Dalla fine del 1300 la Danimarca dominò su tutta la penisola scandinava, che a fasi alterne fu unificata sotto la sua corona. Gli svedesi non accettarono mai l’egemonia danese e ci furono  così scontri durissimi, fino alla conquista dell’indipendenza con Gustavo Vasa nel 1523. Questi adottò inoltre la religione luterana.

L’espansione della Svezia

Per circa due secoli la Svezia condusse una politica espansionistica e divenne una grande potenza, dominatrice indiscussa del Baltico e con un ruolo determinante nella guerra dei Trent’anni. Nella seconda metà del 1600 la grande potenza svedese dominava su territori di estensione doppia rispetto agli attuali, grazie alle conquiste avvenute sotto la regina Cristina di Svezia, Karl X Gustav e Karl XI. L’avventurosa politica di Karl XII, però, le cui mire espansionistiche si rivelarono disastrose, costrinse la Svezia a rinunciare a larga parte dei territori.

La separazione di Svezia e Finlandia

Nel periodo successivo il potere venne esercitato in gran parte dal Parlamento e nacquero i primi partiti politici. Il periodo di pace, interrotto da alcune sfortunate campagne militari che costrinsero  la Svezia a cedere alla Russia alcune parti della Finlandia, favorì lo sviluppo delle industrie manifatturiere e minerarie, nonché l’incremento dei commerci marittimi. In ambito culturale fu fondamentale l’opera di scienziati quali Celsius e Linneo. Il re Gustav III (1772-1792) diede il suo nome ad un’epoca, quella “gustaviana”, caratterizzata da un intenso sviluppo culturale, sociale e commerciale. Gustav IV Adolf, successore del padre, perse definitivamente la Finlandia che passò alla Russia nel 1809.

La Svezia moderna

Successivamente venne nominato reggente il maresciallo napoleonico Bernadotte, che divenne re nel 1818 con il nome di Karl XIV Johan e diede inizio alla dinastia dell’attuale famiglia regnante. I successori del primo Bernadotte, Oscar I, Karl XV e Oscar II, favorirono lo sviluppo industriale del paese, l’agricoltura e una politica economica protezionista e liberista. Sotto il lungo regno di Oscar II (1872-1907) il sistema politico si mosse lentamente verso il parlamentarismo e la democrazia. Il primo ministro assunse via via un ruolo sempre più determinante, mentre il re divenne sempre più una figura rappresentativa e simbolica. Contemporaneamente ai nuovi partiti nacquero le organizzazioni sindacali dei lavoratori che, anche per mezzo di scioperi, ottennero una serie di diritti sociali, tra cui la giornata lavorativa di otto ore e le pensioni. L’esercito venne addestrato ad una funzione esclusivamente difensiva e venne istituita la leva obbligatoria.

La seconda guerra mondiale

La crisi economica mondiale del 1929 ebbe le sue ripercussioni anche in Svezia, dove però il partito socialdemocratico riuscì ad evitare i danni maggiori ed a garantire i diritti sociali fondamentali dei lavoratori. Durante la seconda guerra mondiale il governo svedese assunse una posizione neutrale, che negli ultimi decenni è stata messa in discussione, poiché la Svezia durante il conflitto rifornì di acciaio le industrie tedesche e concesse inoltre alle truppe naziste l’accesso ai suoi porti e il transito attraverso il suo territorio. Dal 1943, però, la Svezia mutò la sua politica e iniziò ad accogliere i profughi e ad appoggiare apertamente la politica degli alleati.

Gli anni del seconda dopoguerra

Anche nel dopoguerra la Svezia restò una meta privilegiata per i profughi di ogni paese: dagli ebrei reduci dai campi di sterminio fino ai dissidenti di ogni dittatura, ai greci, agli jugoslavi, ai turchi, ai sudamericani, agli americani disertori della guerra del Vietnam, agli iraniani, agli iracheni, agli africani di varia provenienza. La storia recente del paese è stata segnata da varie vicende tra le quali ricordiamo l’assassinio del primo ministro socialdemocratico Olof Palme nel 1982 e l’adesione all’UE nel 1995, che ha portato la Svezia a trasformarsi in una società multietnica e a rinunciare al suo secolare isolamento.

Bibliografia in lingua italiana

Andersson Ingvar, Storia della Svezia, Reggio Calabria, Edizioni Parallelo 38, 1975
Weibull Jorgen, Storia della Svezia, Stockholm: Svenska Institutet, 1996

Maria Pia Muscarello
filippa2@libero.it