Sigrid Combüchen: Livsklättraren. En bok om Knut Hamsun

l libro è una monografia su Knut Hamsun che si snoda lungo 24 capitoli, divisi in tre parti, ordinati grosso modo cronologicamente rispetto alla vita e all’opera dell’autore studiato. Il volume è completato da una utile cronologia sintetica della vita di Hamsun e da un’altrettanto utile e sintetica rassegna di tutti romanzi dell’autore. Ne risultano 25: i 22 riconosciuti dall’autore e inclusi nelle opere complete, e i tre giovanili ripudiati, uno dei quali, Frida, in realtà sconosciuto, poiché l’autore bruciò il manoscritto.

Il libro è una monografia su Knut Hamsun che si snoda lungo 24 capitoli, divisi in tre parti, ordinati grosso modo cronologicamente rispetto alla vita e all’opera dell’autore studiato. Il volume è completato da una utile cronologia sintetica della vita di Hamsun e da un’altrettanto utile e sintetica rassegna di tutti romanzi dell’autore. Ne risultano 25: i 22 riconosciuti dall’autore e inclusi nelle opere complete, e i tre giovanili ripudiati, uno dei quali, Frida, in realtà sconosciuto, poiché l’autore bruciò il manoscritto. Conclude l’opera una breve postfazione, in cui la Combüchen motiva la scelta dei propri criteri editoriali, quali ad esempio la prevalente traduzione in svedese delle citazioni (qualche volta, per ragioni particolari, rimangono il norvegese e il danese), e la rinuncia alle note per illustrare le fonti critiche, pure importanti, che sostengono l’impianto interpretativo dell’autrice. Le maggiori tra queste fonti sono brevemente discusse nella postfazione.

Si tratta dunque di uno studio critico-letterario, una monografia su uno scrittore da parte di una scrittrice, capace, perché tale, di aderire alla grande opera romanzesca di Hamsun e di valorizzarla, con una quantità di osservazioni sensibili e acute; di capire e sentire da vicino le gioie e le miserie del fuoco sacro della scrittura e del complicato rapporto tra il cosmo ordinato della creazione letteraria e il caos della vita; e infine di riconoscere – con un tratto tipicamente metanarrativo e “postmoderno” – la natura di artefatto e di costruzione narrativa anche della propria monografia, alla ricerca dell’oggetto “Hamsun”. C’è dunque nella rappresentazione molta letterarietà; eppure non si tratta di un romanzo biografico, né di una biografia romanzata, ma di un vero studio critico sulla vita e l’opera di Hamsun. Il fatto che la Combüchen non usi le note non impedisce al lettore di percepire chiaramente la solidità del suo lavoro di ricerca. Sono concentrati e discussi, nel racconto della Combüchen, tutti i migliori risultati dei recenti studi su Hamsun, senz’altro rinvigoriti negli ultimi decenni dalla pubblicazione delle lettere a cura di Harald Næss, che hanno contribuito ad approfondire e precisare la personalità dello scrittore norvegese.

La Combüchen, come è giusto che sia, esprime pareri, ipotesi e valutazioni, per altro su una materia classicamente enigmatica e sfuggente (il fondamentale e imprescindibile “perché” sul nazismo di un grande scrittore). Le valutazioni si possono condividere del tutto o parzialmente; ma ciò che importa è che l’autrice trasmette al lettore spunti e strumenti validi per una buona conoscenza di Hamsun, lontani sia dall’infatuazione romantica ingenua, sia dalla condanna piattamente ideologica del “reazionario” Hamsun, sia (è sempre opportuno ricordarlo) dall’adesione al piano ideologico di Hamsun nazista.

Per certi aspetti il libro riprende il famoso romanzo documentario dello scrittore danese Thorkild Hansen Processen mod Hamsun. Dell’enorme lavoro documentario di Hansen beneficiamo in realtà ancora tutti noi, compresa la Combüchen. I vantaggi del libro dell’autrice svedese sono però un formato più ridotto e compatto, capace di considerare con sguardo d’insieme tutta la vita e l’opera dell’autore, e non solo di illuminarle a ritroso, come fa Hansen, alla luce della fine: l’adesione al nazismo e il processo. Altro importante vantaggio della Combüchen è che l’evidente passione per Hamsun non trascende in una superata e inaccettabile esaltazione superomistica dell’”eroe che sbaglia”, grandioso anche nel suo errore.

Dal punto di vista più strettamente letterario è interessante la tesi di fondo che sostiene la lettura delle opere da parte di Combüchen: è improprio separare nettamente un Hamsun “modernista” (da Fame a Pan) da uno “epico” (da Figli del tempo a Il cerchio chiuso), legati a loro volta da quel “ponte” che sarebbero i tre romanzi sul viandante Knut Pedersen. E’ pur vero che la Combüchen stessa usa questa tripartizione a livello pratico; ma la sua tesi è che quel soggetto instabile e molteplice, tipico della narrativa più innovativa degli inizi, ritorna sotto molte sembianze nei personaggi degli affreschi più corali, collettivi ed epici degli anni maturi. Anche se i personaggi della narrativa “epica” e paesana accettano bene o male di vivere in un contesto sociale e in un consorzio umano, abbandonando l’iperindividualismo dei primi eroi, sono anch’essi personaggi sfaccettati. E la poesia di Hamsun sta nel cogliere queste crepe, nello sguardo sulle piccole cose insignificanti che comunicano tale instabilità e inquietudine. Due romanzi “puri” si distinguono da questa commistione tra “modernismo” ed “epica”: il romanzo modernista assoluto e senza compromessi Fame e il romanzo epico monolitico e biblico Germogli della terra.

Mentre aderisce alla creazione letteraria di Hamsun, la Combüchen ha un occhio attento alla sua componente ideologica. Giustamente, e similmente ad Atle Kittang e altri studiosi, la Combüchen non crede a un’opera letteraria riconducibile al nazismo; la creazione poetica va oltre le categorie ideologiche che pure erano di Hamsun ed entrarono nella sua creazione letteraria. C’è una complessità che non combacia con l’univocità del messaggio totalitario, o con la piattezza della letteratura nazista.

L’adesione alla creazione letteraria di Hamsun si intreccia infine a uno sguardo assai attento alle vicende personali di Hamsun, da giovane e anziano, da pezzente e affermato. Le inadeguatezze umane dello scrittore colpiscono sempre, anche se si conoscono già gli episodi. Qui, per la verità, vengono descritte anche situazioni meno note: il primo matrimonio di Hamsun con Bergljot Göpfert e le relazioni dello scrittore con la moglie e la figlia Victoria, nata dal quel matrimonio. Conoscendo il testo di Hansen, invece, si riconoscono molti dei nessi importanti nel secondo, e più noto matrimonio di Hamsun con Marie Andersen, dal quale nacquero Tore, Arild, Ellinor e Cecilia.

Livsklättraren. En bok om Knut Hamsun (L’arrampicatore vitale. Un libro su Knut Hamsun), Stockholm, Bonniers, 2006, 352pp.

Massimo Ciaravolo
massimo.ciaravolo@unifi.it