“Per Tyrssons döttrar i Vänge”: tra Cristianesimo e Paganesimo

È primavera. Sugli alberi spuntano le foglie e il ghiaccio dell’inverno si scioglie lasciando che i primi raggi di sole riscaldino il fitto bosco dell’Östergötland.

È venerdì, il “giorno della Passione sul Calvario”. La tradizione vuole che vengano offerti i ceri alla Madonna da una fanciulla vergine, così tre sorelle si incamminano verso la chiesa…

Questo lo scenario descritto nei primi versi dell’antica ballata medioevale svedese, che viene di seguito riportata in originale e in traduzione in italiano.

“Per Tyrssons döttrar i Vänge”: tra Cristianesimo e

Paganesimo

 Di

Elisa Pisconti

Università degli Studi di Torino

 È primavera.

Sugli alberi spuntano le foglie e il ghiaccio dell’inverno si scioglie

lasciando che i primi raggi di sole riscaldino il fitto bosco dell’Östergötland.

È

venerdì, il “giorno della Passione sul Calvario”. La tradizione vuole che

vengano offerti i ceri alla Madonna da una fanciulla vergine, così tre sorelle

si incamminano verso la chiesa…

 Questo

lo scenario descritto nei primi versi dell’antica ballata medioevale svedese,

che viene di seguito riportata in originale e nella mia traduzione in italiano. Famosa

ed importante soprattutto per aver ispirato l’illustre regista svedese Ingmar

Bergman nel film “La fontana della vergine” (Jungfrukällan), è ancora oggi

bagaglio culturale della popolazione svedese, e non solo. La ballata infatti,

pur avendo radici di origine romana, si è maggiormente sviluppata nei paesi

nordici. Il carattere “popolare” di tale leggenda fa sì che ne esistano

versioni diverse sia in prosa che in versi, e in lingua danese, islandese e

norvegese. Nonostante sia stata scritta ed ambientata nel Medioevo, sopravvive

ancora oggi in quanto l’argomento trattato risulta essere estremamente attuale.

Viene infatti spesso rappresentata con accompagnamento musicale, canto e balli

popolari. Addirittura nelle scuole elementari i bambini vengono motivati e

spronati a rappresentare, disegnandole, alcune immagini salienti evocate dalla

lettura del testo della ballata.

Occorre inoltre delineare brevemente un

profilo storico-religioso della Svezia 

del XIV secolo per comprendere alcune delle tematiche affrontate nel

testo. Come si evince dai primi versi, la vicenda narra di un percorso

religioso. L’aspetto fondamentale è proprio quello spirituale, di un paese in

bilico tra Cristianesimo e Paganesimo. In una Svezia ormai cristiana infatti

sopravvivevano alcune piccole realtà nelle quali venivano ancora offerti

sacrifici agli dei. Dunque, è il ritorno al vecchio credo che spiega alcuni

atteggiamenti di rabbia, violenza e vendetta da parte dei protagonisti della

ballata.

 Il

messaggio della ballata, resta comunque cristiano.

Nei

versi finali trionfa la fede, infatti i protagonisti sono una chiesa e una

sorgente d’acqua. La chiesa di Kärna esiste davvero e si trova nel bosco dell’Östergötland,

così come anche “la fontana del miracolo”: luogo in cui i contadini usavano

recarsi nel giorno di S. Giovanni per berne l’acqua che si pensava avesse

proprietà curative.

 “Per Tyrsson döttrar i Vänge”

 Per Tyrssons döttrar i Vänge

kaller var deras skog

De sovo en sömn för länge

medan skogen han lövas

Först vaknade den yngsta

kaller…

Så väckte hon upp de andra

medan…

Så satte de sig på sängastock,

Så flätade de varandras lock

Så togo de på sina silkesklär

Så gingo de sig åt kyrkanom.

Men när som de kommo till Vänge lid

så möta dem tre vallare:

– Å antingen viljen I bli vallareviv

eller viljen I mista ert unga liv?

– Å inte vilja vi bli vallareviv.

Långt hellre vi mista vårt unga liv

De högg deras huven mot björkestock.

Där runno tre klara källor opp.

Kropparna grävde de ner i dy.

Kläderna buro de fram till by.

Men när som de kommo till Vänge gård,

ute för dem fru Karin står:

– Å viljen I köpa silkessärkar

dem sexton jungfrur stickat å virkat

– Lös upp era knyten å låt mej se,

kanhända jag känner dem alla tre.

Fru Karin sig för bröstet slår

och upp till Per Tyrsson i porten hon går.

– Där håller tre vallare på vår

gård,

De hava gjort av med döttrarna vår.

Per Tyrsson han tar sitt svärd i hand

Så högg han ihjäl de äldsta två.

Den tredje låter han leva

för att få honom fråga:

– Vad heter eder fader?

Vad heter eder moder?

– Vår fader Per Tyrsson i Vänge

Vår moder fru Karin i Skränge

Per Tyrsson han går sig åt smedjan

Han slår sig järn om midjan.

– Vad skola vi göra för syndamen?

– Vi ska bygga en kyrka av kalk å sten.

– Den kyrkan skall heta Kärna

den bygga vi upp så gärna.

 “Le figlie di Per Tyrsson a Vänge”

 

Le figlie di Per Tyrsson a Vänge

gelido era il bosco

Dormirono troppo a lungo

mentre il bosco rinverdiva

Prima la più giovane si destò

faceva freddo…

Così fu lei che le altre

svegliò

mentre…

Si sedettero allora sul letto

di legno,

A vicenda i riccioli si

intrecciarono

E con indosso i loro abiti di

seta

Camminarono verso la chiesa.

Ma quando arrivarono sulla

collina di Vänge

incontrarono tre pastori:

– Desiderate diventare le nostre mogli

o preferite perdere la vostra giovane vita?

– Oh, non vogliamo diventare le vostre donne

preferiamo piuttosto perdere la vita.

I pastori tagliarono loro la testa su un tronco di betulla

Laddove sorsero poi tre chiare fonti.

Seppellirono i corpi nel fango

E portarono i vestiti fino in città.

Quando arrivarono a Vänge

fuori, nel giardino, c’era la signora

Karin.

– Desiderate comprare questi

abiti di seta?

Sono stati fatti

all’uncinetto da sedici giovani donne.

– Sciogliete quel vostro

fagotto e lasciatemi guardare,

può darsi che io li riconosca

tutti e tre.

La signora Karin si colpì

allora il petto

e si diresse verso la porta

di Per Tyrsson.

– Ci sono tre pastori nel

nostro giardino.

Si sono sbarazzati delle

nostre figlie.

Per Tyrsson impugna la sua

spada

e colpisce a morte i due

pastori più anziani.

Lascia vivere però il terzo

al quale domanda:

– Come si chiama vostro

padre?

Come si chiama vostra madre?

– Nostro padre è Per Tyrsson da Vänge

Nostra madre la signora Karin da Skränge.

Per Tyrsson si dirige verso la fucina

e col ferro si colpisce il petto.

– Cosa faremo per liberarci dal peccato?

– Costruiremo una chiesa di calce e pietra.

– Quella chiesa avrà nome Kärna

e di buon grado la

costruiremo.

eli.pisconti@gmail.com