Miele di Torgny Lindgren

La vita è sempre preziosa, soprattutto lo è ogni esistenza umana. Saper riconoscere gli aspetti positivi è compito di ognuno di noi, e anche quando la speranza sembra venir meno è necessario preservare ciò che di bello e positivo c’è nel mondo. Sembra volerci dire questo il romanzo Miele di Torgny Lindgren pubblicato in Svezia nel 1995 (Hummelhonung) e in Italia dall’editore Giano nel 2002 con la traduzione di Carmen Giorgetti Cima. È l’unico romanzo ad oggi di questo autore tradotto in italiano non da Iperborea, casa editrice che ha avuto il merito di far conoscere Lindgren in Italia, con settetitoli nel suo catalogo.

Miele di Torgny Lindgren

di Luigi Tirella

ludvig79@yahoo.it

La vita è sempre preziosa, soprattutto lo è ogni esistenza umana. Saper riconoscere gli aspetti positivi è compito di ognuno di noi, e anche quando la speranza sembra venir meno è necessario preservare ciò che di bello e positivo c’è nel mondo. Sembra volerci dire questo il romanzo Miele di Torgny Lindgren pubblicato in Svezia nel 1995 (Hummelhonung) e in Italia dall’editore Giano nel 2002 con la traduzione di Carmen Giorgetti Cima. È l’unico romanzo ad oggi di questo autore tradotto in italiano non da Iperborea, casa editrice che ha avuto il merito di far conoscere Lindgren in Italia, con settetitoli nel suo catalogo.

La vicenda è piuttosto singolare: una scrittrice di biografie di santi e di storie di carattere religioso viene invitata a partecipare ad una conferenza in un piccolo paesino nel nord della Svezia per presentare il suo nuovo libro. Ospitata per la breve durata del soggiorno da un anziano uomo che abita in una casa isolata al limitare del bosco, decide di rimanere in seguito al rapporto di forte amicizia che si instaura tra i due. In realtà la donna è inizialmente costretta a rimandare la sua partenza a causa di
un’abbondante nevicata che ha reso impraticabili tutte le strade della zona. La permanenza forzata le permette di conoscere meglio Hadar, l’uomo di cui è ospite, e di scoprire anche che nella casa di fronte abita il fratello di lui. I due non si parlano più da molto tempo e il loro rapporto sembra compromesso. La donna riesce, occupandosi con generosità della salute e delle case di entrambi e distribuendo sapientemente le proprie energie e il proprio tempo, a riavvicinarli almeno in parte. Il motivo di tale rancore è dovuto a una storia d’amore con una donna conosciuta da entrambi tanti anni prima, oltre a forti differenze caratteriali che li hanno portati a vivere come due estranei pur abitando l’uno di fronte all’altro.

L’autore non si schiera a favore di nessuno dei due uomini, proprio come sembra fare la donna, ma preferisce raccontare e cercare di capire le ragioni di entrambi. Il finale del romanzo non è proprio a lieto fine ma tuttavia è aperto a varie interpretazioni. Lindgren ambienta ancora una volta la sua opera nel Västerbotten, la regione natale che l’autore conosce molto bene, teatro di molti dei suoi romanzi. Tuttavia è opportuno sottolineare che l’universalità dei temi trattati rendono questa regione molto più vicina a
tutti noi di quanto si pensi, perché familiari sono le vicende, le emozioni e i sentimenti dei personaggi che la abitano. Si tratta di un romanzo breve e viene considerato probabilmente appartenente alla produzione minore di questo scrittore, ma in realtà a volte sono proprio le opere ritenute meno importanti a farci conoscere meglio la poetica di un autore. Il titolo scelto, Miele, è legato alla passione di Hadar per tutti i cibi dolci, con i quali crede di resistere più a lungo alla malattia che lo ha colpito, al contrario del fratello, anch’egli malato, che sceglie di mangiare solo cibi salati.

Lindgren desidera farci riflettere sugli aspetti dolci della vita umana perché essa è meravigliosa, imprevedibile e straordinariamente preziosa anche quando il dolore la rende difficile. Questo romanzo è la conferma della grande capacità di Lindgren di raccontare la mente e il cuore dell’uomo, le sue gioie, le sue idee e i suoi sentimenti, ma anche le sue angosce interiori. La letteratura viene usata da questo autore per lo scopo più nobile che può svolgere, e cioè quello terapeutico, ossia aiutare l’uomo ad affrontare il dolore e a superarlo. La narrazione, quella vera, quella cioè sincera ed appassionata, può riconciliare con la vita ed aiutare l’uomo a trovare maggiore serenità interiore riacquistando il sapore dolce della vita e la propria dimensione spirituale. Leggere Lindgren significa arricchirsi interiormente scoprendo di far parte di un mondo complesso ma affascinante. Questo autore poco conosciuto in Italia è capace di nobilitare l’arte della letteratura con la sua straordinaria sensibilità.