Malungs Folkhögskola 23 luglio – 11 agosto 2018

La tipica reazione di chi mi chiede cosa faccio nella vita quando rispondo che studio tedesco e svedese è un misto fra stupore e sbigottimento. Ciò che fa scalpore non è tanto la combinazione delle due lingue germaniche in sé, quanto la componente scandinava; infatti la confusione iniziale viene rimpiazzata dalla fatidica domanda: “Ma perché proprio svedese?”.
Nonostante i miei tentativi di variare la formulazione della risposta, quest’ultima era sempre molto superficiale poiché in fondo il vero motivo della scelta non lo sapevo nemmeno io.
E fu così che mi venne data l’opportunità di rispondere a questo quesito esistenziale: sarei andata in Svezia per frequentare una folkhögskola e avrei finalmente trovato la causa di questo mio interesse per la lingua svedese.
Dal 23 luglio all’11 agosto 2018 ho vissuto dunque nella ridente cittadina di Malung, situata nella contea del Dalarna a cinque ore da Stoccolma e due dal confine norvegese: la scuola è situata poco fuori il centro cittadino, circondata da fiumi e foreste che contribuiscono a isolare gli ambienti scolastici e i dormitori dal resto del mondo, affinché si riesca ad apprezzare e vivere appieno ogni singolo momento del soggiorno studio.
I corsi offerti dalla Malungs folkhögskola non sono tanto corsi di lingua, quanto corsi per scoprire e approfondire la letteratura svedese: nei primi giorni di lezione infatti gli studenti vengono suddivisi in più läsecirklar ai quali viene affidata la lettura di un libro di uno scrittore svedese contemporaneo (per lo più sconosciuto in Italia e nel resto del mondo); obiettivo principe del “circolo di lettura” è quello di preparare un’intervista all’autore da fare in gruppo via Skype o per telefono.
Accanto alle lezioni, le quali vertevano tutte come già detto su argomenti letterari, non sono mancati momenti di svago, escursioni in mezzo alla natura e incontri con scrittori, poeti e personalità rappresentative della cultura e della tradizione della regione del Dalarna. Inoltre, venivano proposte tantissime attività legate alla storia dei luoghi che visitavamo, come l’incisione sul legno o la battitura del ferro a caldo.
Per farla breve, il mese che ho trascorso a Malung è stato un’immersione culturale totale nell’universo svedese che ha messo alla prova sia le mie capacità linguistiche sia le mie abilità relazionali: se infatti da un lato ho avuto l’enorme fortuna di conoscere persone meravigliose provenienti da tutto il mondo che mi hanno fortemente aiutato a vivere al meglio quest’esperienza, dall’altro lato non nascondo di aver avuto non poche difficoltà ad esprimermi in lingua svedese. Intendiamoci: il fattore linguistico non ha minimamente ostacolato la mia partecipazione attiva ai progetti e ai dibattiti in classe, poiché dopotutto ho saputo mettermi in gioco e sfruttare le conoscenze accumulate in due anni di università, tuttavia capisco che possa essere scoraggiante essere circondati da persone che padroneggiano perfettamente la lingua e che ogni estate fanno soggiorni studio in Svezia.
Al di là dei lati negativi, che tutto sommato sono nulla in confronto ai momenti meravigliosi che ho vissuto, io consiglio vivamente a chiunque legga questo mio contributo di trascorrere almeno una volta nella vita un periodo in Svezia: per questo paese vale infatti più degli altri il discorso “vedere per conoscere”, siccome in Italia non abbiamo un’idea chiara della cultura svedese, spesso riassunta nello “stereotipo dell’Ikea”.
E semmai decideste di partire per davvero non lasciatevi abbattere né dai dubbi né dalla frustrazione iniziale: lo stress e l’ansia da prestazione non sono sempre mostri da cui scappare, al contrario essi sono necessari per scoprire di cosa siete capaci!
Lycka till på era nya äventyr!
Marta Massaia
Università Ca’ Foscari di Venezia