Lingua svedese

Lo svedese è parlato da oltre nove milioni di persone, come prima o seconda lingua ufficiale, in Svezia, in Finlandia e nelle isole Åland.

Dalle rune al giorno d’oggi

Lo svedese inizia a differenziarsi dalle altre lingue scandinave in epoca vichinga, a partire dal IX secolo. A quel tempo la lingua scritta veniva adoperata solamente per incidere brevi testi di carattere magico, formulaico o commemorativo in caratteri runici su pietra o metallo: la prima fase della storia della lingua svedese è detta pertanto ‘svedese runico’ (runsvenska, 800-1225).
Completata la conversione al Cristianesimo e adottati i caratteri latini, si entra nello ‘svedese antico’ (fornsvenska, 1225-1525). Nel XIV-XV secolo si manifestano chiaramente quei fenomeni che porteranno, in breve, alla costituzione della lingua svedese moderna: si tratta di mutamenti profondi non solo nel lessico (per effetto dell’influsso del basso-tedesco: si pensi alle parole stad ‘città’ e fråga ‘chiedere’, che sostituiscono rispettivamente by e spyrja), ma anche nella pronuncia di vocali e consonanti (è infatti in questo periodo che si inizia a pronunciare la o lunga come una nostra u) e nel sistema flessivo. La perdita progressiva delle desinenze, tra l’altro, del caso (nominativo, genitivo, dativo e accusativo) e della persona verbale (prima, seconda e terza, singolare e plurale) ha rivoluzionato, a partire dal XIV-XV secolo, la struttura della lingua.
L’avvio della fase moderna (‘svedese moderno’, nysvenska, 1526-) è segnato da un evento storico di estrema rilevanza: l’adesione della Svezia alla Riforma e la traduzione della Bibbia. In questo periodo si realizza una semplificazione della lingua a tutti i livelli, in ulteriore progresso (si veda l’abolizione delle forme plurali del verbo), nel XX secolo, in quella fase che alcuni studiosi chiamano ‘svedese contemporaneo’ (nusvenska). Negli ultimi decenni, tra l’altro, appare particolarmente vistoso l’influsso dell’inglese in diversi ambiti, dall’economia all’informatica, dal linguaggio sportivo quello dei giovani (si vedano parole come budget, Internet, blogg, jobb, match, start), non diversamente dalla maggioranza delle lingue europee.

Pronuncia e accenti

Lo svedese conosce diversi suoni vocalici che in italiano non esistono. Vi sono infatti alcune vocali arrotondate assenti nella nostra lingua, come per esempio la y, la u lunga e la ö. Bisogna poi tenere conto del fatto che ogni suono vocalico presenta una differenza di pronuncia più o meno marcata a seconda della lunghezza: i casi più vistosi sono quelli di a, e, o, u, å; l’ultima di queste, per esempio, va pronunciata sempre come una o italiana, aperta se breve e chiusa se lunga.
Anche tra le consonanti vi sono parecchie differenze rispetto all’italiano. Lo svedese non conosce infatti diversi suoni della nostra lingua; in compenso ne sono presenti altri che noi non abbiamo: si tratta innanzitutto della pronuncia di k e di tj in parole come köpa e tjugo (‘comprare’ e ‘venti’) e della pronuncia di sk/sj/stj in parole come skinka, sjö, stjärna (‘prosciutto, lago stella’). Un altro problema per chi studia lo svedese è dato dalla pronuncia di g, che si legge [j] (come i in ieri) davanti a j, e, i, y, ä, ö e dopo l, r, come per esempio in Göteborg.
In svedese, come in tutte le lingue germaniche, l’accento principale cade sulla prima sillaba radicale, a eccezione di molte parole di origine straniera. Una particolarità che lo svedese condivide con il norvegese è l’esistenza di due diversi tipi di accento tonico o musicale di parola: il primo è detto accento 1 o acuto, ha un andamento discendente progressivo e cade in genere sulle parole monosillabiche; l’altro, detto accento 2 o grave, presenta un secondo innalzamento di tono nella parte finale della parola e cade in genere sui plurisillabi e sui composti. Si consiglia di visitare i siti indicati sotto.

Aspetti grammaticali

Tra le particolarità si possono segnalare innanzitutto l’esistenza di un articolo determinativo enclitico (che si aggiunge cioè alla fine del sostantivo) e la distinzione fra genere neutro e genere non neutro (o utrum). Se dunque nella forma indeterminata non neutra e neutra abbiamo rispettivamente en bok e ett hus (‘un libro, una casa’), le forme determinate corrispondenti saranno boken e huset (‘il libro, la casa’). Per quanto riguarda la declinazione dei sostantivi, l’unica difficoltà di apprendimento consiste nel ricordare le 5 differenti desinenze plurali: -or, -ar, -er per i non neutri e -en, Ø per i neutri.
Un’ultima curiosità riguardo la declinazione nominale è la cosiddetta doppia determinazione dell’aggettivo: l’aggettivo attributivo di un sostantivo in forma determinata viene preceduto da un articolo determinativo/pronome dimostrativo, come per es. in det stora huset, ‘la grande casa’, lett. ‘la casa, (quel)la grande’.
Anche la coniugazione dei verbi svedesi è di facile apprendimento, dal momento che, a differenza dell’italiano, esiste una forma unica per tutte le persone, singolari e plurali: jag går, ni går, ‘io vado, voi andate’. Inoltre, del paradigma dei verbi vanno ricordate solo tre forme (oltre a quella dell’infinito): indicativo presente, imperfetto/preterito e supino (quest’ultima necessaria per la formazione dei tempi composti):
1) kalla (‘chiamare’), kallar, kallade, (har) kallat.
Esistono tuttavia 4 o 5 diverse classi di coniugazione, l’ultima delle quali “forte”. Si confrontino i paradigmi di:
2a) bygga (‘costruire’), bygger, byggde, (har) byggt;
2b) köpa (‘acquistare’), köper, köpte, (har) köpt;
3) bo (‘abitare’), bor, bodde, (har) bott;
4) skriva (‘scrivere’), skriver, skrev, (har) skrivit.
Una particolarità nella flessione dei verbi svedesi (e in generale delle lingue nordiche) è rappresentata dal passivo in -s, a differenza delle costruzioni perifrastiche adoperate nella maggioranza delle altre lingue: cfr. sv. boken skrevs con it. il libro fu scritto.

Link

http://www.geocities.com/Athens/Acropolis/1290/ (grammatica)
www2.hhs.se/isa/swedish/ (grammatica)
utenti.lycos.it/corsodisvedese/ (versione italiana)
www.frasi.net/dizionari/svedese-italiano/default.asp (dizionario)

Bibliografia

Giuseppe Greco, Grammatica svedese, Roma, 1988.
Svedese. Dizionario compatto italiano-svedese, svedese-italiano, Zanichelli/Norstedts, 1997.

 Paolo Marelli
paolo.marelli@unige.it