Lingua islandese

Nel panorama delle lingue scandinave – e, più in generale, nell’ambito della famiglia linguistica germanica, di cui fa parte – l’islandese (íslenska) occupa una posizione rilevante e per molti versi peculiare, soprattutto per la storia del suo sviluppo. Non c’è dubbio, infatti, che la maggior parte dell’interesse suscitato dalla lingua islandese ruoti attorno all’importanza indiscutibile della sua fase antica, vale a dire quella medievale. 

L’islandese antico

L’antico islandese è la lingua in cui è redatto lo straordinario patrimonio letterario medievale prodotto sull’isola, e il Medioevo è certamente l’epoca di maggior fioritura culturale, e soprattutto quella che ha determinato la notorietà della tradizione letteraria islandese a livello internazionale, fino ai giorni nostri. L’Islanda del Medioevo è per noi soprattutto la culla della ricchissima e variegata tradizione delle saghe, della poesia scaldica, dell’Edda di Snorri Sturluson e della cosiddetta Edda poetica, opere che, in forma diversa, rappresentano per noi non solo una preziosissima testimonianza della società e della cultura islandese del tempo ma ci consentono anche di ricostruire un’immagine, seppur in forma problematica e non priva di contraddizioni, del patrimonio mitologico relativo al mondo pagano nordico.
Dal punto di vista linguistico, la denominazione di antico islandese identifica di fatto un insieme di dialetti norvegesi occidentali, parlati da quei coloni che si insediarono progressivamente sull’isola a partire dagli anni Settanta del IX secolo.
Un altro evento fondamentale per la storia dell’isola e per le nostre conoscenze della lingua islandese antica fu la conversione al cristianesimo, che, secondo fonti islandesi medievali, avvenne nell’anno 1000 per decisione dell’Assemblea generale, l’Alþingi. Non si trattò di un avvenimento decisivo solo sul piano strettamente religioso. Infatti, solo dopo l’adozione della fede cristiana venne introdotto l’uso dell’alfabeto latino, che segnò l’inizio, attorno al 1100, di una trasmissione scritta destinata a lasciare ai posteri uno straordinario retaggio.

L’islandese moderno

La centralità del Medioevo nella storia d’Islanda non riguarda solo gli aspetti storico-letterari, ma si riflette anche sul piano linguistico.
Una delle caratteristiche più interessanti della lingua moderna risiede infatti nella natura del rapporto con la fase più antica del suo sviluppo. A tale proposito, si è soliti affermare che l’islandese moderno è, in buona sostanza, molto simile all’islandese antico, a tal punto che un islandese è in grado di leggere una saga senza grandi difficoltà. In realtà, se da un lato è certamente vero che l’islandese, rispetto alle altre lingue germaniche (fra cui anche quelle scandinave) che hanno avuto una continuazione in epoca moderna e contemporanea, presenta caratteristiche morfologiche e sintattiche più conservative, dall’altro occorre dire che il grado di conservatività è accentuato, e in qualche modo camuffato, dal carattere molto conservativo del sistema ortografico. In altre parole, la grafia nasconde e occulta una serie di cambiamenti importanti che hanno invece interessato soprattutto il sistema fonetico-fonologico dell’islandese,  e in modo particolare il vocalismo.
Il sistema ortografico attualmente in uso venne introdotto nelle sue linee essenziali nel 1918 e conobbe alcune minime modificazioni nel 1929 e nel 1974. In sostanza, esso si discosta assai poco dalle norme ortografiche utilizzato nelle edizioni dei testi islandesi medievali, in una sorta di continuità ideale tra passato e presente. Ad esempio, ancora oggi si utilizzano i grafemi <þ> e <ð> – per indicare suoni che corrispondono all’inglese thing e the.
Sul piano morfologico e sintattico, la conservatività della lingua è certamente più solida. L’islandese moderno, infatti, è una lingua fortemente flessiva, che presenta un alto numero di declinazioni e coniugazioni, ereditati dalla fase antica. Ad esempio, per quanto riguarda il sostantivo, esistono tre generi (maschile, femminile e neutro) e la declinazione distingue tra quattro casi (nominativo, genitivo, dativo, accusativo), analogamente a quanto riscontriamo per il tedesco moderno. Le forme pronominali relative alla prima e alla seconda persona plurale, við (“noi”) e þið (“voi”) derivano dalle antiche forme duali dell’islandese antico. Fra le caratteristiche peculiari della lingua islandese, ricordiamo inoltre che, a differenza delle altre lingue scandinave, essa non conosce l’uso dell’articolo indeterminativo.
Infine, sul piano lessicale è nota la tendenza dell’islandese a evitare l’introduzione di forestierismi, attraverso la promozione di una politica linguistica piuttosto conservatrice che priviliegia e favorisce la creazione di neologismi, costruiti utilizzando materiale lessicale islandese (endoglotto). Così, ad esempio, la parola islandese per “computer” è tölva – composta dal sostantivo plurale tölvur (“numeri”) e völva (“profetessa, veggente”) – quella per “meteorologia” è veðurfræði, composta da veður (“tempo”) e fræði (“scienza”). Tuttavia, questo non significa che l’islandese non abbia prestiti all’interno del suo sistema lessicale, come dimostrano parole come bíll (“auto”, dal danese bil), kaffi, banani, tóbak.
Va inoltre osservato che, nonostante gli sforzi di evitare il più possibile l’introduzione di termini derivati da altre lingue, la lingua parlata presenta senza dubbio un numero più elevato di forestierismi, provenienti soprattutto dal mondo anglofono.
Un’ultima osservazione riguarda i dialetti. A differenza delle altre lingue scandinave, infatti, per l’islandese non si può parlare dell’esistenza di dialetti veri e propri. L’unica distinzione di rilievo che è possibile fare riguarda l’identificazione di due grandi zone, l’una comprendente la regione a nord  e a nord-est (harðmæli), l’altra quella a sud e a sud-est (linmæli), in cui si registrano differenze che riguardano il piano fonetico. 

Link

Manuale di islandese per italiani:
http://giuristipernaso.blogspot.com/2012/01/gpn-educational-il-manuale-di-islandese.html

Breve descrizione della lingua islandese (ingl.):
www.iceland.is/media/Utgafa/Icelandic.pdf

The Icelandic Language Institute:
www.ismal.hi.is/malsten.htm

Icelandic-English Dictionary:
digital.library.wisc.edu/1711.dl/IcelOnline.IEOrd

Toponimi islandesi:
gis.bofh.is/ornefnaskra 

Corso di islandese on-line (da livello A1 a B2, in quattro corsi)

icelandiconline.is/

Dizionario multilingue-islandese 

snara.is/8/

Massimiliano Bampi
massimiliano.bampi@unive.it