Knut Hamsun: Sognatori

Un romanzo che riesce contemporaneamente a farci riflettere, sorridere e sognare, indipendentemente dall’epoca e dal luogo in cui è ambientata la vicenda e dall’esperienza di vita dei personaggi che la animano, può sicuramente essere considerato un’opera straordinaria e in certi casi persino un capolavoro. Sognatori di Knut Hamsun è senza dubbio un libro con queste caratteristiche e pur trattandosi di un romanzo breve, contiene tanti elementi interessanti che

arricchiscono il lettore grazie alla straordinaria attualità, alla profondità dei temi trattati e alla sensibilità del suo autore.

 Knut Hamsun: Sognatori

di Luigi Tirella

ludvig79@yahoo.it

Un romanzo che riesce contemporaneamente a farci riflettere, sorridere e sognare, indipendentemente dall’epoca e dal luogo in cui è ambientata la vicenda e dall’esperienza di vita dei personaggi che la animano, può sicuramente essere considerato un’opera straordinaria e in certi casi persino un capolavoro. Sognatori di Knut Hamsun è senza dubbio un libro con queste caratteristiche e pur trattandosi di un romanzo breve, contiene tanti elementi interessanti che
arricchiscono il lettore grazie alla straordinaria attualità, alla profondità dei temi trattati e alla sensibilità del suo autore. Knut Hamsun, premio Nobel per la letteratura nel 1920,è noto in Italia soprattutto per Fame, ma la sua produzione è molto vasta e molti suoi libri sono decisamente meritevoli di attenzione. Pubblicato in Italia da Iperborea nel 1992 con la traduzione di Fulvio Ferrari, il romanzo racconta la storia del protagonista Ove Rolandsen e degli altri abitanti di un piccolo villaggio di pescatori del Norrland, regione del nord della Norvegia. L’avvenimento centrale attorno al quale ruota tutta la vicenda è un furto in denaro subito dal commerciante Mack, l’uomo più ricco e stimato dell’intero villaggio. Tutti i personaggi sono coinvolti più o meno direttamente in questo fatto, dal momento che Mack dà lavoro a molte persone di questa povera comunità e decide di offrire al ladro una lauta ricompensa a patto che si presenti spontaneamente per confessare il furto. Il colpevole rimane misterioso per molto tempo e nel frattempo Hamsun continua a raccontarci la vita dei personaggi del villaggio con ironia, con sapiente analisi psicologica senza dimenticare i sentimenti, elemento fondamentale nel romanzo. Il protagonista Ove Rolandsen ha 34 anni, suona la chitarra, lavora come telegrafista ma soprattutto sogna un futuro migliore. La sua vita non lo soddisfa dal punto di vista professionale e spera un giorno di ottenere il giusto riconoscimento come inventore attraverso il brevetto di una speciale colla di pesce di sua invenzione. Ama le donne, ma è scapolo e continuamente alla ricerca di un nuovo amore. All’inizio del romanzo è fidanzato con Marie Van Loos, la perpetua del parroco, ma è stanco di questa
relazione e non sopporta impegnarsi a lungo con una donna. Continuerà per tutto il corso della storia a inseguire la donna ideale e alla fine riuscirà sorprendentemente a trovarla. Il responsabile del furto verrà trovato e tutto si risolverà per il meglio. Il punto centrale è proprio questo: la vita infelice, monotona e apparentemente priva di prospettive del protagonista, come di tutti gli altri personaggi, cambierà improvvisamente con un significativo miglioramento della propria esistenza per alcuni, o semplicemente traendo un prezioso insegnamento morale nel caso di altri. Hamsun sembra volerci dire che sognare ad occhi aperti non è sbagliato, i sogni si possono realizzare ma bisogna impegnarsi, credere in se stessi e non abbandonare mai la speranza. Questo messaggio è di straordinaria attualità anche per la società di oggi dove la difficoltà nel trovare lavoro rende difficile intravedere un futuro sereni per i giovani. Hamsun ci invita alla speranza attraverso un libro che pur raccontando una storia inventata, arriva ad un lieto ui fine, non attraverso bizzarre combinazioni di avvenimenti o artifici letterari, bensì tramite un racconto lineare, coerente e assolutamente realistico. La critica ha spesso sottovalutato quest’opera, uscita in Norvegia nel 1904(Svaermere),considerandola poco importante nella produzione letteraria di questo grande scrittore. La caratteristica da notare è l’ottimismo, il tono spensierato e la serenità che pervadono il racconto, a differenza di altri libri di Hamsun. Sembra quasi che l’autore abbia voluto regalarci una ventata di energia positiva con una visione assolutamente positiva della vita. C’è solo una frase significativa che potrebbe indurre a credere che non ci sia spazio per la speranza in questa storia: “Si sogna in estate, poi però si smette. Certe persone invece passano tutta la vita a  sognare e non ci si può far niente.” Sembrerebbe la visione di che pensa che sognare significhi coltivare solo illusioni e di conseguenza perdere tempo. In seguito, invece, il messaggio che l’autore ci trasmette è
completamente diverso, e l’ ottimismo prevale. Sognare ad occhi aperti non significa illudersi perché un conto è credere in qualcosa che non ha nessun
fondamento, ben diverso è riporre la speranza in qualcosa che noi stessi possiamo contribuire a costruire mediante il nostro impegno, la nostra
determinazione e il nostro coraggio. Naturalmente per chi ha fede c’è speranza in più, un aiuto in più che viene dall’alto che arriva quando meno ce lo
aspettiamo, ci dice Hamsun, che ci permette di superare i problemi. Il protagonista Ove Rolandsen potrebbe essere definito, ad una lettura superficiale, con un termine offensivo molto usato nella società odierna, “un fallito”. Hamsun vuole dirci che non esistono “falliti”, ogni essere umano può realizzare i propri sogni grandi o piccoli che siano, pur nella consapevolezza delle nostre possibilità e dei nostri limiti, che tuttavia non devono avvilirci ma piuttosto stimolarci a
migliorarci il più possibile. Essendo lungo l’elenco degli straordinari personaggi che animano Sognatori, invito a leggere il romanzo per scoprire che è possibile rivedere anche un po’ di noi stessi nelle loro vicende umane, perché l’autore non esita a raccontare pregi e virtù ma  soprattutto le loro debolezze. Un libro da consigliare a chi ama la vita ma anche a chi momentaneamente perso la fiducia nel futuro, ai giovani in particolare ma anche agli anziani perché sono i proprio i nostri sogni a permetterci di non invecchiare nello spirito. Sognatori è in sostanza un piccolo capolavoro o almeno un’opera da considerare come un
gioiello prezioso da conservare con cura, perché non invecchia mai.