Iscrizioni runiche a Venezia, Piræusljónið o Il leone del Pireo

In centro a Venezia, al lato del portone d’ingresso dell’Arsenale, si trova un leone di marmo che ha in sé una lunga e affascinante storia. Scolpito con tutta probabilità nel corso del IV secolo a.C., il leone fu per lungo tempo simbolo del porto di Atene, il Pireo, tanto che questo veniva altresì chiamato ‘Porto Leone’ dai naviganti italiani. Nel 1688 la statua venne trasportata a Venezia come trofeo di guerra dall’ammiraglio Francesco Morosini, comandande delle truppe della Serenissima, dopo la conquista di Atene e del Peloponneso, allora in mano all’Impero Ottomano. Dal 1692 il leone si trova nella sua posizione attuale, ma non è stato prima della fine del XVIII secolo che le rune su di esso scolpite vennero scoperte dal diplomatico e linguista svedese Johan David Åkerblad, il quale nel 1800 divulgò la scoperta di pochi anni prima in un resoconto, senza tuttavia tentare di decifrare le iscrizioni.

Iscrizioni runiche a Venezia, Piræusljónið o Il leone del Pireo

una nuova interpretazione a cura della runologa Þórgunnur Snædal

Matteo Tarsi

mat17@hi.is

 In centro a Venezia, al lato del portone d’ingresso dell’Arsenale, si trova un leone di marmo che porta con sé una lunga e affascinante storia. Scolpito con tutta probabilità nel corso del IV secolo a.C., il leone fu per lungo tempo simbolo del porto di Atene, il Pireo, tanto che questo veniva altresì chiamato ‘Porto Leone’  dai naviganti italiani. Nel 1688 la statua venne trasportata a Venezia come trofeo di guerra dall’ammiraglio Francesco Morosini, comandande delle truppe della Serenissima, dopo la conquista di Atene e del Peloponneso, allora in mano all’Impero Ottomano. Dal 1692 il leone si trova nella sua posizione attuale, ma non è stato prima della fine del XVIII secolo che le rune su di esso scolpite vennero scoperte dal diplomatico e linguista svedese Johan David Åkerblad, il quale nel 1800 divulgò la scoperta di pochi anni prima in un resoconto, senza tuttavia tentare di decifrare le iscrizioni. Dovrà passare ancora mezzo secolo prima che ne venga data un’interpretazione, per opera di Carl Chr. Rafn, filologo danese. Lo studio più importante è tuttavia quello svolto da Erik Brate nel 1913.

Þórgunnur Snædal, runologa presso il Comitato Svedese per la Salvaguardia del Patrimonio Nazionale (Riksantikvarieämbetet) ha svolto ricerche sul campo nella primavera del 2011 e ha avuto modo di fornire una nuova e diversa interpretazione da quella di Brate. Mi limiterò qui a presentare questa nuova interpretazione rimandando il lettore a letture specializzate per ulteriori approfondimenti.

 Le iscrizioni

 Il leone presenta tre iscrizioni databili all’undicesimo secolo le quali si trovano sia sulla parte destra che su quella sinistra e furono con tutta probabilità incise da mercenari variaghi, i quali erano allora divenuti la guardia scelta dell’imperatore bizantino. Il testo delle iscrizioni verrà riportato nella sua forma standardizzata antico-svedese, così come riportato dalla Snædal nel suo articolo, per facilitarne la lettura, ove i puntini di sospensione ‘…’ stanno per parti del testo mancanti perché estremamente danneggiate. A seguire la traduzione italiana secondo l’interpretazione della runologa.

 fianco sx e zampa anteriore sx

 Hiaggu þæiR helfnings/helmings mænn … en ī hafn þessi þæiR mænn hiaggu rūnar at Hau[r]sa bōnda …

 Gli uomini della truppa incisero … ma in questo porto essi incisero rune in onore di Haursi il contadino … .

[Rē]ðu Svīar þetta ā leiun/lei(o)nu

[Uomini] svedesi posero questa [iscrizione] sul leone.

f[iall]/f[urs] āðr giald var gærva

[Egli] cadde/morì prima che il soldo [gli] venisse dato.

zampa posteriore sx

drængiaR/drængir rist(u) rūniR/rūnir …

Giovani [guerrieri] incisero [queste] rune … .

 fianco destro

 Āsmundr risti (rūn)aR þessaR þaiR Æskæll/Āskæll … ÞōrlæifR … ok …

Ásmundur incise queste rune, loro Eskil … Þorleifur … e … .

 

NB Il presente articolo è basato su Þórgunnur Snædal, ‘The Piræus Lion Revisited’ di prossima pubblicazione inStudia Bysantiniana Upsaliensia