Corso estivo di lingua danese 2008

All’imbarco all’aeroporto, guardandoci intorno, vedevamo persone che indossavano abiti pesanti, mentre noi ci apprestavamo a partire con i nostri vestitini estivi. Solo all’arrivo a Malmö abbiamo capito perché tutti gli altri passeggeri indossavano maglioni… diluviava e faceva freddo come in autunno in Italia. Speravamo che fosse così solo in Svezia ma tre ore dopo, all’arrivo a København, ci hanno accolto non solo la pioggia e il freddo ma il tipico vento che ci ha accompagnato per le tre settimane del soggiorno in Danimarca. A darci il benvenuto è stata Lise Bostrup, l’organizzatrice del corso, che, dopo un breve test per valutare il nostro livello di conoscenza della lingua, ha accompagnato me e Giada, mia compagna di stanza e avventure, all’Øresundkollegiet. Ovviamente all’arrivo in città conviene fare la Periodekort per le tre settimane (quindi munirsi di foto tessera prima di partire) ma noi, dato che il nostro appartamento era a 10 minuti di distanza dall’università e che il centro era raggiungibile a piedi in mezz’ora, abbiamo fatto solo una semplice Klippekort. La mattina della prima lezione siamo stati divisi in cinque livelli, da quel momento e per tutto il resto del corso ho fatto parte del livello 2 con compagni provenienti da ogni parte del mondo: Dubai, California, Francia… e ovviamente anche italiani. Ogni mattina, dal lunedì al venerdì, era dedicata al corso; i primi giorni sono stati duri perché il mio danese era un po’ “arrugginito”, dato che era da giugno che non lo parlavo, ma con la pratica e grazie a un validissimo corso di lingua alla fine capivamo abbastanza bene tutte le spiegazioni in danese. I pomeriggi invece erano dediti ad altre attività come incontri con professori o autori al fine di capire meglio ogni aspetto della Danimarca (ci hanno fatto addirittura una lezione sul cibo danese!!!), oppure visite e giri turistico/culturali in città (tour in barca, Christiania, Nørrebro, Københavns Bymuseum…). København è una città enorme con moltissime cose da vedere (in tre settimane non abbiamo finito di visitarla…) e se dovessi scegliere la cosa che mi è piaciuta di più sarei in seria difficoltà perché tutto è affascinante e merita di esser visto. La sera erano organizzati incontri con scrittori danesi, venivano proiettati film al Regensen (casa dello studente fondata da Christian IV a due passi dalla Torre Rotonda) come ad esempio “Olsenbanden ser rødt”, “Hjemve” … ; oppure venivano organizzati eventi come la cena del corso e la festa per i saluti e consegna dei diplomi. Alla cena, ovviamente a base di patatine e biscotti del famosissimo Netto, abbiamo cantato canzoni danesi in un’atmosfera quasi surreale per me: circondati da decine di candele bianche e tutti che cantano accompagnati da un uomo che suona il pianoforte… diciamo che non è la classica cena che ci si aspetta, o che per lo meno io mi aspettavo! E così è stato anche per la festa dei saluti; mai mi sarei aspettata un violinista impazzito che esortava i ragazzi a fare dei balli di gruppo che sembravano usciti da un film sul Seicento. Infine per quanto riguarda i fine settimana non erano mai completamente liberi, infatti a volte c’erano visite organizzate o altro come ad esempio ci è stata data la possibilità di assistere a una funzione alla Holmens Kirke: magari appena si legge sul programma che è prevista anche la messa la domenica mattina presto alcuni potranno dire “mai e poi mai”, ma consiglio vivamente di andarci perché è molto diversa da quello che ci si aspetta. Per concludere, anche se sono tre settimane estenuanti in alcuni momenti, in cui a volte in una giornata si ha appena il tempo di tornare a casa a farsi una doccia e la sera si è stanchissimi, è stata un’occasione stupenda per conoscere nuove persone, nuove culture e, cosa fondamentale, imparare un po’ meglio la lingua danese.

Virginia Giovannetti

dadidadi@aliceposta.it