Bengt Ohlsson: Hennes mjukaste röst

Hennes mjukaste röst racconta una storia molto semplice, fin troppo familiare: una donna di mezz’età, Karen, che viene tradita dall’uomo che crede essere “quello giusto”. Lui sta per partire con “l’altra”, Karen guida come una pazza verso l’aeroporto per fermarli, va fuori strada e poi in coma. Ecco allora la storia di una donna che deve reimparare a camminare, letteralmente e metaforicamente. La riabilitazione, l’amicizia determinante con la compagna di stanza anoressica Rita, l’immane senso di perdita di fronte alla domanda: come farò a vivere senza di lui? E la risposta dolce e paziente della vita – di Karen stessa – che infine arriva.

Il senso di Bengt Ohlsson per le piccole cose

Bonniers, Stockholm, 2007, 390pp., romanzo 

Hennes mjukaste röst racconta una storia molto semplice, fin troppo familiare: una donna di mezz’età, Karen, che viene tradita dall’uomo che crede essere “quello giusto”. Lui sta per partire con “l’altra”, Karen guida come una pazza verso l’aeroporto per fermarli, va fuori strada e poi in coma. Ecco allora la storia di una donna che deve reimparare a camminare, letteralmente e metaforicamente. La riabilitazione, l’amicizia determinante con la compagna di stanza anoressica Rita, l’immane senso di perdita di fronte alla domanda: come farò a vivere senza di lui? E la risposta dolce e paziente della vita – di Karen stessa – che infine arriva. Karen perquisisce e scandaglia se stessa, il proprio passato, il rapporto coi figli ormai adulti, il proprio corpo, i propri uomini. Come deve imparare ad ascoltare i tendini, le ossa, i muscoli danneggiati dall’incidente, così impara ad ascoltare ed accarezzare le fibre più profonde del suo essere. Bengt Ohlsson racconta questo percorso sottovoce, senza fretta, rispecchiando e rispettando i tempi dello spirito. E davanti alle sua pagine il lettore si sente nudo: ecco raccontate con precisione chirurgica le debolezze, le meschinità, le piccole crepe che ognuno di noi cerca di vivere in segreto. L’autore ha la capacità di mettere sotto il vetrino del microscopio le piccole creature deformi e sofferenti che abitano nell’animo di ogni uomo. E raramente ho trovato una tale conoscenza di quest’ultimo e una tale acuta sensibilità. Bengt Ohlsson pare aver vissuto ben più di una vita, in ben più di un corpo…come può un uomo scrivere una tale scena di erotismo femminile?! Questo libro mostra come un passo dopo l’altro si reimpara a camminare; come un odore, una parola, un ricordo non siano dettagli ma l’esistenza stessa; come, ascoltando la propria voce interiore più dolce e clemente, si possa imparare  a conoscersi e perdonarsi.  

Alessia Ferrari, Università degli Studi di Milano

ferrarialessia1981@gmail.com